Accademia Accademia della Crusca
Cerca nel sito 
La lingua in rete > Forum
L'Accademia
Storia
Attività
Notiziario
Pubblicazioni
Biblioteca virtuale
La lingua in rete
Crusca in gioco

[ Forum ]

fiat lux

Creato il: 04/05/2004 alle 17.43.49

Messaggio

fiat lux
Proverò, seppure brevemente, a chiarirle un concetto ormai irrinunciabile per chi studia una lingua storico-naturale: il concetto di "varietà". Esso implica, da parte di chi osserva la lingua con occhio critico, la consapevolezza di riscoprire appunto nella lingua NON un blocco uniforme e immutabile, ma un "insieme di elementi mutevoli". La varie somme di questi elementi mutevoli danno luogo alle diverse "varietà" che, a loro volta, costituiscono l'identità multiforme di una lingua. Solitamente vengono indicate quattro dimensioni della "varietà": 1. TEMPORALE (che è poi quella che i linguisti chiamano "varietà diacronica" - e sarebbe attiva, ad esempio, in chi volesse descrivere il passaggio da una forma latina come HOMINES alla corrispettiva italiana "uomini"); 2. SPAZIALE (tecnicamente: "dimensione diatopica" - e potrebbe essere attiva, ad esempio, in chi volesse confrontare due vocaboli differenti indicanti il medesimo referente, ma adoperati in due regioni diverse - "cocomero", "melone" per "anguria" etc.; ma varrebbe anche per chi analizzasse, ad esempio, i dialetti italiani in relazione a una stessa evoluzione linguistica etc.); 3. della STRATIFICAZIONE SOCIALE (o altrimenti nota come "dimensione diastratica" - legata alle differenze culturali, sociali, economiche del parlante); 4. della FUNZIONE D'USO (qui le dimensioni interessate sono quelle "diafasiche" - relative alla situazione comunicativa [i "registri", per intenderci] - e "diamesiche" - relative al mezzo con cui si realizza l'atto comunicativo: "parlato" o "scritto" etc.). Altra nozione fondamentale, poi, è la seguente: ogni parlante (o locutore) partecipa come può all'atto comunicativo, in "totale libertà" - in questa "piena libertà" (che, sotto un certo aspetto, tradisce in modo evidente la cultura del parlante) si muove il linguista (nella fattispecie il linguista che si occupa di "sociolinguistica"). Esempi: poniamo che Lei faccia proprio un enunciato come il seguente: "Avrei potuto parlare con loro" - il linguista collocherebbe questo enunciato piuttosto in alto sull'asse "DIASTRATICO" (la dimensione 3 - "varietà" riconducibile a una parlante "colto"); poniamo che Lei, invece, si esprima nel seguente modo: "potevo parlarci" - lo stesso linguista collocherebbe il suo enunciato sensibilmente più in basso, sempre sull'asse "diastratico"; in ultimo, poniamo che Lei, diversamente, dica: "ci potevo dire una cosa" - il nostro linguista collocherebbe questo enunciato sensibilmente in basso sull'asse DIASTRATICO (posizione riconducibile a una cultura bassa etc.). Ora, questa distinzione (basata su studi e indagini, anche statistiche - pensi, tra i molti, ai lavori di Berruto o di Berretta etc.) può trovare un utilissimo (se adoperato correttamente) riscontro in determinati dizionari - i cosiddetti "dell'uso" (e l'ultimo lavoro proposto in questa direzione, e lavoro pregevolissimo, è stato compiuto proprio da Tullio De Mauro) - tale riscontro si presenta sotto forma di alcune sigle che possono introdurre anche diverse accezioni di uno stesso lemma. Per tornare ai nostri esempi: un uso posto a lemma di un elemento riconducibile al nostro primo "avrei potuto parlare con loro", non dovrebbe riportare alcuna sigla, giacché considerato "standard", normativamente corretto; il nostro (...) secondo esempio ("potevo parlarci") dovrebbe invece riportare la sigla "colloq." (vale a dire "colloquiale": proprio del linguaggio meno formale, prevalente nell'uso parlato, e quindi riconducibile a una lingua meno sorvegliata); in ultimo, il terzo esempio dovrebbe invece riportare la sigla "pop." (vale a dire: "popolare"). Quando si consulta un dizionario non bisognerebbe incorrere nel seguente errore: confondere la registrazione di un uso con il suo eventuale ingresso nella norma considerata standard (altrimenti verrebbe da accogliere nella norma anche il terribile "ci ho detto" - registrato dallo stesso De Mauro...). Infine una piccola riflessione: mi sembra del tutto naturale ricondurre la stragrande maggioranza (per primo chi scrive) dei frequentatori occasionali di questo forum, più o meno al livello del nostro secondo esempio; frequentatori, come è stato detto, "sitibondi", desiderosi cioè di ricevere migliore lume su le forme appartenenti al livello riconducibile al nostro primo esempio - dire la "propria" per confermare un uso colloquiale, potrebbe essere fuorviante soprattutto per chi, diversamente, visita questo forum con il fine di capire un po' meglio la lingua colta... Per il resto, credo, varrà ancora il principio del "mercato vecchio"...

Autore : Ladim - Email : lanona@tiscali.it
Inviato il : 04/05/2004 alle 17.43.49


Gli altri messaggi

ci/gli - anonimo - (20/04/2004 11.48.08)
R: *ci/gli - anonimo - (29/04/2004 20.59.11)
R:R: *ci/gli - Marco1971 - (29/04/2004 23.24.58)
R:R:R: *ci/gli - ladim - (01/05/2004 00.09.28)
R:R:R:R: *ci/gli - Marco1971 - (02/05/2004 18.21.00)
R:R:R:R:R: ***ci/gli, per una tematizzazione d - Ladim - (03/05/2004 18.08.46)
R:R:R:R:R:R: ***ci/gli, per una tematizzazione d - Marco1971 - (04/05/2004 14.26.31)
R:R: *ci/gli - anonimo - (30/04/2004 12.30.28)
R:R:R: **ci/gli - Ladim - (02/05/2004 13.28.29)
R:R:R:R: **ci/gli - anonimo - (03/05/2004 15.09.11)
R:R:R:R:R: ****ci/gli - Ladim - (04/05/2004 12.02.47)
R:R:R:R:R: fiat lux - Ladim - (04/05/2004 17.43.49)
R:R:R: **ci/gli - addenda - Ladim - (02/05/2004 23.11.29)




Forum
 
Copyright 2002 - Accademia della Crusca - Tutti i diritti riservati - Powered by Dada